Attraverso lo studio dello scarabocchio e del disegno è possibile capire il significato della vita emotiva, affettiva e cognitiva già nella prima infanzia.
L’attività grafica è una delle più importanti attività motorie ed espressive del bambino e permette di comprendere stati d’animo, emozioni, sensazioni, problemi e conflitti ed è proprio con questo mezzo che il bambino si esprime.
I primi segni informi “gli scarabocchi” che occupano i primi anni di vita, quando il controllo motorio è ancora limitato, non sono privi di contenuto ma bensì ricchi di significato.
Il bambino comincia a fare linee circolari, verticali e orizzontali come gioco e verso i due, tre anni da un nome a quello che fa.
In questo stadio c’è una intenzionalità rappresentativa e l’evoluzione della motricità consentirà la rappresentazione della figura umana, iniziando da pochi elementi, ossia il solo cerchio da cui si dipartono poi linee a raggio, significanti braccia e gambe.
In successione compariranno gli occhi, l’abbozzo del tronco e braccia e gambe si troveranno al posto giusto.
In seguito, sarà la volta delle orecchie, per arrivare intorno ai sei anni a una giusta proporzione fra gli elementi con il completamento di mani, collo, elementi del vestiario e di altri particolari importanti dell’ambiente, come ad esempio gli animali, le piante, ecc…
La scelta del colore ha un significato psicologico molto importante, si può parlare di correlazione tra emotività e colore e più i bambini sono piccoli, più sono interessati al colore piuttosto che alla forma. Successivamente il bambino scopre che il cielo è blu, che il tetto della casa è rosso, le foglie verdi e così di seguito.
I temi privilegiati sono la figura umana, il sole, la casa l’ albero. Il disegno è un mezzo che permette di esprimere l’immaginazione, sensazioni del momento; ci sono comunque differenze individuali che rispecchiano l’effetto dei fattori culturali e sociali. Il disegno interessa particolarmente gli psicologi dell’età evolutiva, in quanto consente di comprendere quello che il bambino talvolta non è in grado di esprimere a parole.
Il disegno viene utilizzato anche in psicologia clinica come strumento psicodiagnostico e molte volte è risolutivo nei casi di abuso.
Non si dovrebbe tuttavia dimenticare la presenza di una sopravalutazione del significato simbolico, anche perché ogni bambino ha una simbologia individuale, per cui diventa indispensabile chiedere al bambino stesso il significato del disegno.
Dice, infatti, Guglielmo Gullotta, noto avvocato e docente di Psicologia Giuridica: ”prima di affermare che una cosa che il bambino esprime ne simboleggia un’altra, è necessario accertarsi se per caso quella cosa non stia semplicemente per la cosa stessa.” Per riprendere il significato delle tappe evolutive in rapporto al concetto che il bambino vuole esprimere graficamente, come prima esposto, si può vedere il passaggio dallo scarabocchio intenzionale al periodo in cui il bambino si preoccupa di riprodurre i suoi concetti.
Il concetto che il bambino esprime dipende dalla comprensione delle sue esperienze.
Qui a fianco, viene riportato il primo disegno di un bambino di due anni che dà un nome al suo scarabocchio dicendo che è una macchina… una casa.
Nel secondo disegno, una bambina di sei anni racconta il suo rapporto con la maestra d’asilo che si interrompe poiché frequenterà la scuola elementare. Si nota la relazione affettiva nel contatto con la mano e un percorso di crescita che la bambina afferma di aver fatto e che esprime disegnando un gradino.
Marina Zamparutti