La ricerca della felicità secondo le statistiche è uno degli obiettivi primari dell'uomo, tutti la desiderano, ma non è facile trovare la strada per raggiungerla, essere felici è la ricerca di un bene costante, duraturo.
Il concetto di felicità è indefinito, tante sono le parole che si utilizzano per esprimerlo, e le definizioni che si trovano non possono essere assolute, ciò che può essere felicità per alcuni, può non esserlo per altri.
E' difficile dire cosa sia esattamente, ed è facile non rendersi conto di essere felici nel momento in cui lo si è, non ce ne accorgiamo perché spesso non è chiaro quello che vogliamo e sfugge così la consapevolezza di quella condizione.
La ricerca della felicità è cambiata nel tempo e, a seconda delle epoche, ha assunto significati diversi.
Per Epicuro si può essere felici a ogni età e i fondamenti sono la saggezza e il desiderio, "felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha". All'epoca di Platone significava " saggezza e virtù ".
Il benessere economico sembra, ai tempi nostri, l'obiettivo da perseguire per raggiungere la felicità, si deve essere importanti, seguire un modello, avere successo, essere un pò al di sopra degli altri, e tanto più ci si affanna in questa ricerca tanto più si rischia di allontanarsi dal realizzare questo desiderio.
Da recenti statistiche si nota che anche l'aumento del denaro non determina una conseguente crescita della felicità. Cosa manca allora per essere felici?
E una volta raggiunto il desiderio, come si può rimanere in uno stato costante di felicità?
Non sembra proprio possibile, in quanto non si può stabilire a priori cosa potrà renderci felici, poichè il desiderio di oggi, non sarà forse quello di domani e probabilmente non durerà nel tempo, assuefazione e noia faranno, infatti, il loro ingresso.
La felicità è un'emozione positiva traspare in chi la prova, la si legge anche nel linguaggio non verbale, nei segnali del corpo, del viso, dello sguardo.
Essa appartiene al mondo interno, è correlata al benessere psicofisico, non è correlata a parametri esterni. Richard Wagner sostiene che "la felicità non è nelle cose ma è in noi".
Da un punto di vista biologico dipende dalla dopamina e serotonina, che sono sostanze chimiche che si trovano in determinate aree del cervello.
Tutti vorremmo essere felici, è un'aspirazione comune, per ognuno la felicità risponde a valori affettivi, emozionali, legati alla propria storia, alla propria età, a ciò a cui si crede. Ci sono punti di vista diversi e diverse sono le vie per sentirsi felici. Le conquiste personali portano soddisfazione se ottenute ma non possono durare per il resto della vita senza ulteriori sforzi.
La felicità è uno stato della mente, che consente di vedere il lato positivo della vita, purchè non manchino la fiducia e l'autostima, due variabili importanti che ci devono comunque appartenere.
marina zamparutti
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