La tendenza  a decorare il corpo ha origini molto antiche, era presente infatti in tutte le civiltà primitive.

Le principali pratiche di decorazione erano il piercing e il tatuaggio e hanno assunto significati diversi nelle varie culture, in genere appartenenti a quasi tutti i popoli a organizzazione tribale.

Il termine piercing proviene dall'inglese e ha il significato di perforare, trattandosi appunto della pratica di forare alcune parti del corpo ( labbra, capezzolo, lingua, narici, sopracciglia, ombelico ecc.) per decorarle con alcuni oggetti di metallo.

L'oggetto inserito nel corpo risponde al bisogno di identificarsi  come segno di riconoscimento.

Nell'Egitto dei faraoni era riservato alle persone di rango reale, nell'antica Roma, era un segnale distintivo del coraggio; intorno al 1970, gli esponenti dei punk lo utilizzarono nel significato di appartenenza aI gruppo e rottura delle tradizioni.

Nella società occidentale, dapprima, era usato nel significato di ribellione al conformismo e in seguito è diventato una moda estetica.

Anche il tatuaggio, come il piercing, lo si trova fin dalle civiltà primitive,  con differenti significati nelle diverse culture,  sia  come significanza di credenze religiose sia di tribù di appartenenza.

Tatuaggi sono stati rinvenuti  su alcune  mummie egiziane di 2000 anni fa;  ai tempi dei romani  erano usati per riconoscere gli schiavi e in genere distinguevano le persone ai margini del sociale.

In Polinesia, invece, il tatuaggio rappresentava un segno di distinzione sociale,  spirituale; raccontava cerimonie religiose,  era un linguaggio magico che segnava i passaggi della vita di una persona con una ricchezza di disegni che ornavano il viso e il corpo.

Quali motivazioni e significati hanno il tatuaggio e il piercing fra i giovani d'oggi?

Il fenomeno é in espansione tanto da coinvolgere tutti gli strati sociali, infatti, il segno indelebile non appartiene solo agli adolescenti, ma anche a quelli che erano giovani negli anni '70, '80, '90, e nel 2000 è diventato un fenomeno estetico di massa al punto che sono in vendita tatuaggi rimovibili con l'acqua, dei quali, anche i bambini si fregiano.

Non è solo moda e vanità, è molto di più, è espressione di ciò che c'è dentro, è quello che appartiene al mondo interiore ciò che emerge attraverso il simbolo.

In questa intenzione comunicativa c'è una ricerca di distinzione e autodefinizione all' interno del gruppo sociale dove vengono agite forti motivazioni inconsce.

Sia la scelta del disegno che la zona da tatuare va ricercata nell'inconscio, e il maschile e il femminile viene diversamente rappresentato.

Nel gesto estetico si trovano parti infantili, ansie e angosce nel lungo periodo di passaggio per arrivare all'età adulta.

In queste pratiche legate alla corporeità, i giovani fanno violenza al loro corpo, si fanno bucare o disegnare la pelle, attraverso un'esperienza in cui talvolta devono dimostrare a se stessi la sopportazione al dolore.

Un'esperienza che nel caso del tatuaggio segna una memoria indelebile di una fase della vita, ma domani cosa rappresenterà? Forse una cospicua spesa per cercare di rimuovere una parte della propria storia.  



                                                                                            Marina Zamparutti

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