La separazione e il divorzio sono dei processi che comportano un cambiamento delle relazioni  che riguardano il piano coniugale, quello genitoriale,  la famiglia di origine, gli amici,  il contesto ambientale.

Nel divorzio le variabili in gioco sono molteplici, da quelle personali, di coppia, a quelle sociali.

La variabile personale è di particolare rilievo in rapporto a come viene accettata e gestita la fine del legame riguardo le possibili conseguenze che si riversano sui figli. C'è chi lascia, chi viene lasciato.

Nella conflittualità genitoriale di frequente si riscontra che l'obiettivo non è il benessere del figlio ma il desiderio di ferire l'altro, e vengono meno il ruolo di padre e di madre.

Come conseguenza della rottura della famiglia, i figli possono andare incontro a vari disturbi, particolarmente critico è il periodo della preadolescenza e adolescenza.

Spesso i figli sono assimilati ai bisogni, alle  paure degli ex coniugi e si trovano tra oggetto di contesa o di discordia, in particolare quando nella coppia sopraggiunge il bisogno dello svincolo come scelta di vita diversa con la conseguenza della caduta di responsabilità, a discapito delle funzioni genitoriali.

I figli vivono sensi di colpa, hanno paura di perdere i legami con i genitori, perdono i punti di riferimento stabili, a scapito della propria sicurezza,  avendo bisogno di mantenere i contatti con entrambi i genitori in maniera continuativa.

La madre diventa talvolta il genitore alienante, in quanto, la famiglia mononucleare che si viene a creare dopo la rottura della coppia è composta quasi sempre da madre/figlio/i.

La madre quindi può essere coinvolta in un rapporto che può diventare difficile da gestire, soprattutto durante l'adolescenza, con padri poco presenti che tendono ad allontanarsi.

Essa diventa oggetto di attacchi e ostilità, da parte dei figli, che usano questi meccanismi come difesa dal trauma.

La rappresentazione che il figlio fa dei genitori è in continua oscillazione, fra chi dei due è buono, chi capisce, chi vuole più bene, e spesso a seconda delle circostanze attacca ora l'uno ora l'altro, si allea con un genitore rifiutando l'altro.

I figli sia a breve che a lungo termine possono sviluppare tendenze all'aggressività, falso sè, disturbi alimentari, relazionali, scolastici, di adattamento ecc...

Sarebbe di aiuto per i figli poter fare sempre riferimento a entrambi i genitori con il relativo ramo parentale,  il sapere di esserci, di contare, anche se la coppia non c'è più, è infatti fondamentale nella costruzione della propria identità e sicurezza.

                                                   

                                           marina zamparutti

                                           marina.zi@virgilio.it

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