Essere soli, sentirsi soli, esiste una profonda diversità tra la costrizione nel sentirsi soli e la capacità di essere soli.

La differenza sta tra il vivere una realtà sofferta, negativa, coperta da un sentimento di vuoto, di isolamento (infatti la parola solitudine deriva dal latino solitudo e significa luogo disabitato) e l'esperienza positiva che consente di esprimere la maturità personale che accompagna di fatto la capacità di stare da soli.

Di fatto siamo sempre con noi stessi e avere paura della solitudine può essere segno di un disagio interiore.

L'esperienza della solitudine è un fenomeno universale, ci appartiene da quando si nasce, non è sinonimo di isolamento sociale.

Vari studi confermano che alcuni possono essere isolati socialmente senza sentirsi soli e altri che si sentono soli senza essere isolati.

Perchè spesso le persone si sentono sole anche se in relazione con gli altri?

La risposta è complessa, i vissuti sono esperienze individuali, uniche.

Le condizioni psicologiche possono essere legate sia a una mancanza di significativi rapporti interpersonali, sia ad una difficoltà ad uscire dalla propria individualità, in un concorso di problemi individuali e relazionali.

E ' riconosciuto che la capacità di stare da soli inizia in età precoce,  un  rapporto buono con la madre  consente di nutrire questa fiducia, che si rinforza  comunque con la continuità di un'esperienza  positiva ripetuta.

Oggi la modernità, con le sue sofisticate tecnologie, ha cambiato molto il modo di stare insieme, il senso sociale.

La maggioranza dei ragazzini, nell'età in cui sperimenta la propria autonomia, compensa la solitudine con la televisione, il videogioco, il computer e il mondo virtuale,  per lunghe ore pomeridiane e in assenza di entrambi i genitori.

La solitudine può essere considerata una interazione tra aspetti personali e situazioni di vita che possono determinare  conflitti, disagi, comportamenti a rischio e disturbi di vario genere.

Esiste una solitudine comune che appartiene a chi lavora, a chi sta insieme agli altri, a chi sta in coppia, non sempre è un pericolo, per alcuni garantisce l'equilibrio psichico e affettivo.

La capacità di tollerare la solitudine non è uguale per ognuno, a volte è difficile da gestire, a volte la si cerca in modo narcisistico, a volte la si teme.

Ci sono persone che non possono stare senza compagnia e altre che stanno meglio sole; si cerca di curare le relazioni interpersonali per stare meglio e non si valuta l'importanza della capacità di stare con se stessi e con il proprio mondo interno.


                                                                                                     

     marina zamparutti

                                                                                                           marina.zi@virgilio.it

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