Negli ultimi anni il consumo di droga è in crescente diffusione, è uno dei problemi più gravi nell'ambito della psicopatologia sociale.

E' preoccupante come il livello di età di chi ne fa uso si sia abbassato e come sia la famiglia che la scuola siano disorientate.

Anche se a livello informativo giungono messaggi che le droghe uccidono, il rimedio da porsi sembra ancora di difficile soluzione. Fondamentale dovrebbe essere la prevenzione per diminuire il numero di persone che iniziano a far uso di droghe, di fatto non è sufficiente parlare di conseguenze se non si interviene sulle cause.

Sarebbe necessario che a scuola si parlasse della droga in modo approfondito, analitico, scientifico, si portassero a conoscenza i rischi, i pericoli, gli effetti devastanti, spiegandola in tutti i suoi contenuti, tenendo anche conto della possibile attrazione, delle emozioni, dei desideri che abitano il mondo giovanile; anche la televisione potrebbe avere un importante ruolo in questo contesto educativo.

C'è chi ne fa uso senza essere nemmeno a conoscenza di quello che provoca, e non crede che possa fare così male, e pensa pure di gestire la situazione. Molti pensano che ci siano droghe pesanti e droghe leggere, e questo è dovuto alla disinformazione.

Spesso si inizia con uno spinello in compagnia, oppure con piccole dosi, non avendo la percezione che potrebbe essere una strada senza ritorno. I danni anche se non si avvertono subito sono devastanti.

Ad essere colpiti sono i più giovani, i più fragili, il problema è complesso, può essere visto come conseguenza della crisi adolescenziale, della curiosità, del desiderio di imitare, di far parte di un gruppo, della solitudine, del non avere negli adulti dei modelli di riferimento validi, talvolta, nemmeno nella famiglia che con alta frequenza riporta dati di separazione.

L'uso di droga assume l'aspetto di un fenomeno sociale, di una condizione psicologica di smarrimento, di una ricerca di un mondo illusorio, artificiale per abolire la coscienza di sé, della realtà, ma la droga distrugge la coscienza e uccide un po' alla volta la personalità, la vita. La maggior parte delle droghe ha il senso della ricompensa,  del rimedio alla mancanza, del dissolvimento della paura. In questi casi la struttura dell'io non è in grado di mantenere il contatto con la realtà, quindi la difficoltà di adattamento porta alla fuga nella sostanza nel falso piacere dello sballo, nell'ottundimento sia cognitivo sia spazio temporale che il soggetto non è in grado di riconoscere.

La pericolosità della droga investe problemi di natura sociale, etica familiare, sono tante le problematiche da risolvere per entrare nel merito di questo dramma, ma è indispensabile organizzare una prevenzione primaria, una cura che possa dare risposte positive, per il futuro della società che è a rischio dell'influenza negativa della droga.

                                                   

                                           marina zamparutti

                                           marina.zi@virgilio.it

PSICOLOGIA
La crescente diffusione della droga
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